14.12.2011
Anche Dio, in quanto parola, è relativo.
Io posso dare un significato, tu un altro, lui un altro ancora.
Come sempre, per non dire stupidaggini e incongruenze, occorre intelligenza e buon senso.
Il termine "Dio" dovrebbe riferirsi al "massimo", oltre il quale nulla può esservi di più grande.
Su questa base, io ritengo che la caratteristica base, l'essenza di "Dio" debba consistere nel fatto che è "soggetto" .
Tutto ciò che può essere "oggetto", ossia che può essere modificato o influenzato o che per esistere ha bisogno di altro, non è "Dio", per definizione.
01.01.2012
Ieri mi sono parzialmente chiarito quello che è forse il mio principale problema filosofico.
Prima ho ascoltato per oltre un'ora la divina Schwarzkopf che cantava Bach, Haendel, Mozart.
Poi mi sono visto un filmetto di fantascienza senza pretese, mal trattato dalla critica, ovverosia L'uomo bicentenario.
E nel guardare il povero robot semiuomo, mi sono reso conto che forse la contraddizione non è così totale come appare a prima vista.
Mi riferisco ovviamente al contrasto intelligenza-amore che da sempre non mi riesce di riunire insieme in modo razionalmente soddisfacente.
L'ostacolo forse è semplicemente nel riferirsi ad un amore umano, amore individuale, amore che , in quanto umano e individuale, chiede qualcosa in cambio, chiede come minimo di essere riamato.
L'Intelligenza non ne ha bisogno, l'Intelligenza ama in quanto è la sua natura, in quanto intelligenza e amore sono un Uno inscindibile, e non ha bisogno di essere corrisposta.
Questo ragionamento lascia fuori ovviamente tutti gli altri problemi, come l'individuazione e la sofferenza.
Il pensiero di ieri, appunto, riguarda soltanto quel determinato aspetto delle mie domande sul mondo.
Quanto al filmetto, andava a finire a rovescio, ovverosia l'intelligenza del robot, anzichè andare avanti, ha voluto andare indietro, ossia umanizzarsi.